La prima cosa che noto di lei attraverso lo schermo del computer sono i capelli. Cortissimi e fucsia. Federica ha 35 anni e abita a Lajares, sull’isola di Fuerteventura. Vive lì da quando, nel 2015, ha deciso di lasciare il suo lavoro stabile di segretaria per andare in Spagna, da sola, a vivere di mercatini dell’artigianato e di agricoltura.

Vivo in una roulotte ai piedi di un vulcano con Andreas, il mio compagno, e tanti animali. Sullo stesso terreno abbiamo una casetta di legno e poco cemento fatta da Andreas. Mi sono trasferita qui due anni fa, ma è come se ci fossi nata. A Milano non mi sentivo me stessa, sapevo che non mi stavo esprimendo realmente per quella che ero.

In che senso?

Io amo il sole, il mare, il vento, il caldo, la natura selvaggia, gli animali. E poi vivere in una grande cittá è costoso: tutto è caro. Significa che devi regalare tanto ore, tanto tempo al lavoro, e cioè alla produzione di denaro, se vuoi sopravvivere. Io avevo bisogno di più tempo per me. Inoltre a Milano l’apparenza, il glamour, lo stile patinato e ipocrita si impongono in modo prepotente e questo mi pesava troppo. La gente tesa, stressata, di corsa e perché? Per produrre! Non volevo più far parte di quel sistema.

Dicono che si può fuggire da qualunque luogo o persona, ma non da se stessi.

 Sì, ma io non sono fuggita. Ho scelto di cambiare vita. 

Quando hai preso la decisione?

Avevo sempre avuto l’idea di volere qualcosa di diverso, ma fino al 2014 avevano prevalso in me l’insicurezza e la convinzione che fosse necessaria un’altra persona con cui condividere l’avventura. Ma ero ogni giorno più infelice, mi mancava l’entusiasmo di affrontare le giornate e non volevo vivere così.

Come mai proprio Fuerteventura?

Per un insieme di cose. È una piccola isola e io ho sempre amato le isole, il clima è meraviglioso, non scende mai sotto i 15 gradi c’è il sole tutti i giorni dell’anno. Si parla spagnolo, ma non solo: essendo un luogo turistico e di viaggiatori offre la possibilità di conoscere persone da tutto il mondo e praticare le lingue che ho sempre desiderato studiare. Ero stata qui solo quattro giorni da sola prima di trasferirmi (con Cuba, il mio cane) e ho sentito una forte connessione con questa terra, un’energia fortissima. Il deserto, I vulcani, l’oceano mi sono entrati dentro, mi sono ascoltata e ho sentito che era il posto per me.

Qual è la cosa che ti piace di più della tua nuova vita?

Qui tante cose non ci sono e non avendole ho capito che non servono.

Per esempio?

Per esempio c’è un solo cinema in tutta l’isola, pochissimi centri commerciali e molto vecchio stile, non c’è il treno ma solo autobus (la guagua). Burger king è arrivato solo pochi anni fa e tante multinazionali non ci sono ancora, mi vengono in mente per esempio Ikea o Auchan. Di solito per fare acquisti importanti si va a Gran Canaria. Ma ci si arrangia con quello che c’è. Servono pochi vestiti e pochissime scarpe! Nessuno ha il riscaldamento…a Lajares non c’è il benzinaio, non c’è la banca.

Come ti sei ambientata?

All’inizio, già dall’Italia, avevo affittato un casa per i primi mesi. Mentre avevo qualche risparmio da parte ho cercato di arrangiarmi iniziando subito a fare i mercatini artigianali e a vendere qualche torta vegana. Nei mercatini ho conosciuto tante persone da tutto il mondo e nel giro di pochi mesi mi sono creata un bel giro di amicizie, un sacco di belle persone con mentalità molto aperta. Non mi sono mai sentita sola.

In Italia invece sì?

In italia non mi sentivo autentica più che altro e quindi le relazioni erano spesso filtrate, meno naturali. Io ero meno felice, dunque meno aperta al mondo. 

Ora è diverso?

A Fuerteventura ho condiviso tre case con persone e animali. Poi sono andata a vivere in una roulotte sola con Cuba, ma qualche mese fa ho incontrato Andreas, che ora abita con me. Lui ha 55 anni e ci siamo conosciuti in una caffetteria, la prima che apre nel villaggio in cui viviamo. Lui si è avvicinato un paio di volte ma io non gli davo grande confidenza anche se l’avevo notato per il suo sorriso. Poi un giorno mi ha offerto un caffè e si è seduto con me…e dopo pochi giorni vivevamo insieme. 

Come dopo pochi giorni vivevate insieme?

Sì, lui mi ha detto subito che voleva che io vivessi con lui, che casa sua era casa mia. A me è sembrata una follia ma poi, nella pratica, è successo così. Senza pensarci, è accaduto naturalmente dopo circa una settimana. La mia roulotte l’ho tenuta un altro mese ma ogni giorno portavo qualcosa e mangiavamo e dormivamo insieme.

Resterai per sempre a Fuerteventura?

Credo di no, perché vorrei vivere anche in altri posti, visitare luoghi non solo per andarci in vacanza e apprendere cose e lingue nuove. Per il momento la mia vita mi piace, ma se non sarò più soddisfatta non esiterò a cambiare di nuovo.